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martedì 20 settembre 2011

Intervista Esclusiva Suwoha

Suwoha, mc di Quartu Sant’Elena (CA), oltre che ad essere rapper (prima come fondatore dei Funtana Beat,in seguito come solista) è anche un organizzatore: infatti grazie a lui fu creato il 2 The Bidda,manifestazione hip hop sarda.
In quest’intervista, sUWoHa,oltre a svelarci qualcosa sui suoi nuovi progetti e sui suoi live nelle dance hall, ci dice la sua sulla scena sarda di oggi.


1) Suwoha, tu fai parte da tempo di quella che alcuni definiscono "scena sarda".
Per te, esiste la scena sarda? Se esiste, in che stato si trova oggi,secondo te?
La Scena Sarda esiste, e che piaccia o meno , ha contribuito a scrivere un piccolo pezzo di storia dell’hip-hop in Italia. Anche se negli anni , fra alti e bassi, si stanno perdendo i veri ideali e principi della nostra cultura , bisogna riconoscere che rispetto a molte altre regioni italiane la Sardegna ha una sua scena autonoma e ben radicata , lontano o quasi , dalle influenze sonore ed espressive del resto della Penisola, e senza farne nessun vanto , questo fa si che si crei all’interno della scena stessa, una sana competizione che non può che dar stimoli ad ogni b.boy, Mc, Writer o Dj per migliorarsi. Lo stato attuale , visto “ da fuori” … sembra quasi che il 50% dei gruppi che stanno uscendo ora a Cagliari , più che RAP faccia CABA-RAP… poca originalità, troppa autocelebrazione … tutti che parlano di cose che conoscono per sentito dire … troppa finzione e nulla di concreto insomma! Mentre nelle altre discipline , non possiamo che tirare un sospiro di sollievo , visto che la nostra Amata Isola negli ultimi anni sta facendo uscire i beatmakers più cazzuti della Nazione, e il livello della Breakdance è a dir poco mostruoso da Cagliari a Sassari.

2)Sei stato l'ideatore del contest di freestyle "2 the Bidda", il più noto a livello sardo.
Perché inventare un contest di freestyle?Ci saranno in futuro altre edizioni del "2 The Bidda"?
Il “ 2 THE BIDDA” che per cronologia e cronaca è IL PRIMO FESTIVAL HIP-HOP SARDO, nacque inizialmente per gioco , con questo gioco di parole un po’ in sardo,un po’ in inglese , (che ricordava clamorosamente la ben più nota Battle Nazionale “ 2 the Beat”) con lo scopo di mettere a confronto sullo stesso palco oltre ai migliori Mc Underground Sardi provenienti da ogni singola provincia della Regione, anche i migliori Writers, Breakers e Dj creando un momento di incontro e di aggregazione che ha poi fatto sì che si instaurassero nuove collaborazioni fra artisti,che si divulgassero le jam session in ogni parte dell’Isola (Non come ora che più che “Showcase” con “Artisti Nazionali” qua nel Sud dell’isola non si vedono..) e anche il nascere di nuove amicizie che con gli anni si sono trasformate in Crew! Chi ha vissuto e partecipato ad una delle due edizioni (2005 e 2006) sa di cosa parlo e dell’atmosfera che si respirava in quelle giornate. Tra l’altro , è stato pure il trampolino di lancio di alcuni gruppi che al tempo erano emergenti e oggi sono tra i gruppi che rappresentato la Sardegna nella della Scena Italiana attuale. In un futuro non troppo immediato ,magari ci potrebbero essere nuove edizioni del “ 2 THE BIDDA” … chissà …

3) ) Il 26 aprile, è uscito Ascò,un tuo pezzo in collaborazione coi Sardust,un gruppo rap sardo trapiantato in Toscana.
Come è nato il featuring con loro?
La collaborazione con i Sardust è nata del tutto casualmente ! Mi avevano contattato qualche anno fa, facendomi sentire qualche pezzo loro, dopo di che mi hanno contattato per fare uno show a Firenze nel luglio 2010 al ” 100%Hip-Hop Day” che si svolge ogni anno al C.S.o Next Emerson , e che ogni anno ospita un’Artista Sardo. Da qui , dopo la piacevole esperienza in terra toscana, è nata la collaborazione artistica , grazie soprattutto alla stessa attitudine sia personale che musicale. “Ascò” è stato concepito tra Quartu Sant’Elena, Serramanna ,Selargius, Oristano, Firenze e Sinnai … ogni strofa è registrata in studi diversi praticamente ..ma .. il concept del pezzo è rimasto sempre ben spregiudicato e deciso! Fra tutti i gruppi “emergenti” Sardi sono fra quelli da tenere d’occhio … con più di un occhio di riguardo !!…

4) Il tuo primo album,in qualità di fondatore di Funtana Beat,è uscito nel 2004.
Cosa ti ha spinto ad incominciare a rappare e a creare i Funtana Beat?
Ho iniziato a rappare quasi per gioco ,ascoltando i gruppi sardi del momento, e sopratutti quelli che lo facevano in Limba… e attratto fatalmente dal creare rime in sardo tra amici ho iniziato insieme a Makkarroni ( Con cui per la precisione, sono co-fondatore dei Funtana Beat) a lavorare ad alcune tracce , registrate in maniera non artigianale (… Di Più!) con una qualità audio veramente pessima … dandoci l’input per continuare ed iniziare a produrre i pezzi in maniera professionale .. da lì a breve mi son ritrovato sui palchi più importanti ,in Sardegna e non, con i Funtana Beat prima , e i Funtana Gang poi!

5) Di recente,hai suonato di più nelle dancehall che non nelle jam. Come mai questa scelta? Ci puoi dire qualcosa di più a proposito?
Diciamo che non è una scelta vera e propria , dopo l’esperienza lavorativa di alcuni mesi a Bologna qualche anno fa che mi ha permesso di suonare nelle Yard Bolognesi , mi son avvicinato parecchio al reggae e all’esibirmi nelle dancehall esclusivamente in freestyle utilizzando la lingua Sarda. Dopo questa piacevole esperienza , ho avuto nuovamente la possibilità di collaborare con vari sound system , uno su tutti i BIG ISLAND SOUND con cui si è creata un rapporto di stima professionale ed artistica nell’estate 2010 ,che ha fatto nascere un rapporto collaborativo musicale e con cui ho avuto l’onore di esibirmi tutta l’estate 2011 ospite residence nella Big Island Yard a San Teodoro ed accompagnarli in qualche altra data nel Nord Sardegna.
Prossimamente annuncerò l’uscita di due miei nuovi lavori out per la fine 2011 uno, e per metà 2012 l’altro… Hip-Hop , Reggae e… state aggiornati!!

Grazie a sUwOHa per l'intervista esclusiva.

Intervista a cura di Alessio Amato

domenica 18 settembre 2011

Intervista Esclusiva Kiquè

Kiquè è il produttore de Il Kasato,gruppo che comprende anche Spumone e Arangino,due emcees e anche produttore per numerosi rapper della scena underground italiana, come Aban e Rischio.
In quest’intervista, realizzata in occasione dell’uscita dell’album dei Ground Zero,progetto che comprende Shout One e Prosa, Kiquè ci racconta i retroscena sull’album, che comprende anche un featuring con Inoki.

 
1)Recentemente è uscito il disco dei Ground Zero "Sangue e Sudore", in cui hai prodotto ben nove canzoni, tra cui quella con Inoki.
Come è nata la collaborazione tra te e i membri del gruppo?
Con Shout One avevamo in progetto di fare il disco Rude Stuff ma poi Sonni e Toni Marras son partiti all'estero e quindi non si è potuto fare, così Shout ha reclutato Prosa per unirsi al progetto che poi s'è trasformato in Ground Zero.

2) Shout One, membro dei Ground zero, nella nostra intervista esclusiva, ci ha detto che il disco è stato registrato nel tuo home studio di Bologna in tre giorni.
Non hai temuto di affrettare il processo di registrazione a dispetto della qualità dei pezzi?
Sì, ma non ci siamo fatti impaurire più di tanto da sto fatto. E' stato un peccato non poter dedicare più attenzione (tecnica) al progetto ma i tempi erano quelli, la voglia era tanta e ci siamo arrangiati come potevamo.

3) Vivi a Bologna, dove hai collaborato con rapper quali Rischio, Royal Mehdi e Inoki.
Che differenze riscontri tra la scena bolognese, una delle più celebri d'Italia, e quella sarda?
Sostanzialmente noto sta differenza: in Sardegna la gente punta molto più allo stile e alla tecnica mentre qua a Bologna sono molto più propensi alla qualità dei testi e al contenuto piuttosto che alla forma.
Ovviamente parlo in generale, ci sono le eccezioni in ambedue i posti.

4) Sulla pagina Facebook de "Il Kasato",gruppo di cui fai parte assieme ad Arangino e Spumone, si parla di due nuovi mixtape in uscita quest'anno dei due rapper da solisti.
Ci puoi anticipare qualcosa su questi due progetti?
BOMBE BOMBE BOMBE!!! Spumo sempre potente coi testi e Arangino è il capo metrico! Velocità allucinanti da farvi cagare in mano. 
 
5) Una domanda semplice: hai mai pensato di fare un disco da solista in cui vari mc rappino sulle tue basi?
Si sono anni che ci penso ma non ho mai tempo per organizzare un disco mio visto che mi chiedono sempre produzioni. Sicuramente prima o poi lo farò. 
 
Grazie mille a Kiquè per l'intervista.

Intervista a cura di Alessio Amato

martedì 13 settembre 2011

Intervista Esclusiva Master T

Master T è un produttore di Ghilarza (OR). Sebbene abbia avuto successo come DJ nel genere Hardstyle, con lo pseudonimo di Taument, da qualche tempo si è dedicato anche alle produzioni nel mondo del rap.
In quest’intervista,realizzata in occasione dell’uscita del primo video estratto da “Hardheadz Volume 1”, Master T ci parla dei suoi progetti futuri e di come sono nati i contatti per il nuovo singolo di Gotik, con il featuring di Caneda, che uscirà il 14 settembre.


 
1) Il 10 Settembre è uscito il primo video, con il featuring di Black P, artista barese, tratto dal tuo mixtape "Hardheadz Volume 1".
In base a cosa hai scelto proprio "Il ritorno dello scorpione" per farne un video?
Innanzitutto ciao ragazzi e grazie per l'intervista. Per quanto riguarda il video di “Il ritorno dello scorpione” in realtà non ho scelto io il pezzo , il merito di questa bella idea è di Black P ed è nata solo un mese dopo l'uscita del mio lavoro. Dopo il successo e seguito che stava avendo “Hardheadz Volume 1” ha voluto fare del brano un videoclip. Volevo ricordare inoltre che qualche giorno prima di questo, ovvero giovedì 8 settembre è uscito un altro videoclip, si tratta di “Busso alle porte dell'inferno” di Jamil, artista di Verona che fa parte del collettivo Plaza Firm, potete trovarlo sulla mia pagina facebook (
www.facebook.com/mastertofficial) o sul mio sito (www.mastert.net), insieme a quello di Black P.

2)"Hardheadz volume 1" è uscito il 30 maggio 2011, e contiene molti featuring, sia della scena sarda, come Mistacabo e Shout One, sia della scena italiana, come gli Enmicasa e appunto Black P.
Come sta andando l’album? Ti senti già di fare un piccolo bilancio?
Il mixtape ancora va alla grande, dopo solamente 3 mesi e mezzo siamo arrivati a quasi 9.000 download, un grande traguardo visto che non abbiamo un etichetta che ci spinge i prodotti, ma siamo noi stessi artisti che ci spingiamo da soli, questo è motivo di orgoglio per tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo bel progetto che sicuramente bisseremo il prossimo anno.

3)Hai incominciato con l'hardstyle,poi ti sei dedicato al rap.
Quale dei due generi ti influenza maggiormente nelle produzioni?
Ho iniziato con il rap nei miei ultimi 3 anni di Hardstyle (che ho lasciato nel 2007) e chi ha conosciuto i miei dischi ne ha apprezzato con gli anni il fatto che mettessi sempre qualcosa di diverso dentro. Amavo per esempio “giocare” con tantissime voci del rap made in Usa e questa cosa ai tempi veniva vista come un “tocco di originalità”. Viceversa ora nelle produzioni Hip Hop uso suoni molto più cattivi dei soliti usati nel rap, spesso apparentemente “inadatti” al genere, questo perché amo tutta la musica e adoro quindi dare proprio quel tocco di originalità ad ogni produzione.

4)Il 14 uscirà un video, con una tua produzione, in cui saranno presenti Gotik, rapper barese, e Caneda, milanese, membro della celebre Dogo Gang.
Come sono nate le collaborazioni per questo video?
Intanto perdonami se ti correggo ma non sarà un video quello che uscirà il 14, sarà solamente il singolo (solo audio) estratto dal nuovo disco di Gotik. Le collaborazioni sono nate in maniera molto semplice, visto che l'anno scorso ho prodotto un pezzo per il collettivo Need For Beatz di cui Gotik faceva parte, un brano che ha visto la collaborazione di Malacarne (Truceklan/Mutoidz). I contatti si sono portati avanti e Gotik stesso mi ha proposto qualche nuova produzione per il suo nuovo disco, ed è nato proprio “Demoni”.

5) Come abbiamo già detto, tu ti sei dedicato anche ad altri generi musicali.
Nel futuro, prevedi di continuare con il rap o di ritornare all'hardstyle?
Questa domanda casca a pennello perché proprio un mese fa ho ricominciato a tuffarmi nella scena Hardstyle, al momento volutamente un po' in sordina, ma ho già preso i contatti sia con le etichette che con gli artisti stessi. La mia idea è di ritornare a fare qualcosa di buono, ovviamente con il pensiero che rimarrà sempre un side project rispetto a quello Hip Hop (
www.facebook.com/taumentofficial )

Grazie a Master T per l'intervista.

Intervista a cura di Alessio Amato


giovedì 18 agosto 2011

Intervista Esclusiva Dagon


Daniele Falqui, in arte Dagon, è un “cantante rap”,come si definisce egli stesso, e beat maker di Sinnai (CA) il quale, oltre ad aver fondato i Madama, ha prodotto e sta producendo basi per artisti della scena nazionale come la Milano Ovest, Chicoria del Truceklan e Pepy (morto oggi a Roma, R.I.P.).
In quest’intervista sul gruppo Madama, Dagon anticipa i loro progetti nuovi e ci racconta di come ha incominciato la sua carriera musicale.


1) Hai fondato,assieme a Sincitro, il gruppo "Madama", di cui fa parte anche Vega.
Cosa vi ha spinto a creare un gruppo?
Sincitro e Vega rappavano già da molto giovani, ti parlo della seconda metà degli anni 90...io in quel periodo cantavo in un gruppo Death Metal, gli Aemeth. Poi ho deciso di cambiare genere e avvicinarmi al rap, genere che già conoscevo perché nelle superiori nella mia classe ascoltavano tutti rap, per capirci ero in classe tra gli altri con Kalma e Yaio, ogni tanto mi passavano qualche cd. Anche se ero “metallaro” mi piaceva pure il rap, e ho deciso di “provare” pure io, visto che a Cagliari nel mondo del Metal avevo avuto tante delusioni, l'amicizia con Sincitro mi aveva spinto a decidere di formare un gruppo con lui.

2) Nella vostra biografia, tu e il tuo gruppo vi definite "musicisti che cantano rappando, e non rappers".
Come mai questa scelta?
Intanto ho sempre odiato in generale chi dice: “io sono rapper, quello è truzzo, quell'altro è metallaro”,quindi io mi definisco un musicista perché prima di tutto ho imparato a suonare il pianoforte dall'età di 8 anni e ho continuato i miei studi studiando chitarra classica ed elettrica. Tuttora seguo diversi seminari di tecniche di canto, produco basi per diversi artisti, faccio tante cose nell'ambito della musica e non mi piace essere definito RAPPER solo perché tra le tante cose canto usando la tecnica del rapping.
In più c'è da dire che sia io che Sincitro siamo proprio fuori dalla cultura hip hop, e non dico questo perché la disprezziamo, ma solo perché non ne facciamo parte, come non ne fa parte Caparezza per esempio, che comunque canta “rappando”.
Terzo motivo, non ci definiamo rappers, perché rappiamo anche sulla dance, sulla techno, sulla dubstep, e questo per chi sta dentro la cultura hip hop dovrebbe essere un sacrilegio...

3)Nel vostro primo e unico album,risalente al 2008, affrontate molti temi tipici del gangsta rap.
Non temi di perdere credibilità a parlare di temi molto diffusi nel rap di oggi?
Eh no amico qui devo correggerti, quello non è il nostro primo e unico album...dopo quel demo è seguito “TECHNO RAP” il nostro primo disco ufficiale, che è uscito sotto la Saifam, con la quale siamo sotto contratto anche per un altro disco.
Per quanto riguarda i temi affrontati nel demo, è tutto parodistico, se ascolti la traccia: “Skit X Riempire” capisci tutto quello che c'è sotto. Quel periodo avevamo ripreso ad ascoltare cd vecchi, West Side Connection, Dr. Dre, Snoop e compagnia rappante, e ci siamo detti: “Cazzo dai che facciamo un cd così”...ma visto che tutti in Italia cercano di scimmiottare il rap americano e tutti appunto parlano di soldi, alcool, droga, troie, senza rendersi conto che certe tematiche non ci appartengono, proprio per quello abbiamo deciso di cagare ancora più fuori e immedesimarci proprio in 3 ipotetici gangster americani, e parlare di cose ancora più esagerate, crimini, estorsioni, drive-by, traffici di droga incredibili, attentati, rapine, sparatorie, Cadillac.
Tutto questo è stato fatto proprio per prendere per il culo chi parla di certe cose in maniera più blanda, perché a nostro avviso appunto è ridicolo, abbiamo voluto esagerare proprio per questo motivo. Poi se hai sentito tutto il disco avrai notato che anche musicalmente abbiamo scimmiottato molte sonorità tipiche west, quindi i testi si sposano bene con la musica...abbiamo raccontato una storia, un po' per parodia, un po' perché volevamo fare un disco West, un po' perché crediamo che nella musica non bisogna per forza raccontare cose personali, il nostro passato, le nostre paranoie:a nessuno interessa sentire i nostri cazzi personali, nel rap c'è un po' la restrizione mentale e la fissazione che bisogna parlare di cose “Vere”, per noi non è così.
La musica è arte, come lo è il cinema, e nel cinema ci sono anche storie inventate, altrimenti ci sarebbero solo film documentario, e sai che palla?!? Apprezzo molto di più gruppi come i Two Fingerz che mi intrattengono e mi fanno divertire invece di altri artisti che mi fanno 2 palle quadrate raccontandomi che son cresciuti per strada, che credono in quello che fanno, che amano la musica etc ..

4) Hai collaborato spesso e volentieri con la Milano Ovest,nota crew di rapper.
Come sono i vostri rapporti oggi?C'è qualche progetto in comune all'orizzonte tra te e loro?
Sono entrato a far parte della Milano Ovest grazie a Mister Henryk, noto organizzatore di eventi rap milanese (di origini sarde tra l'altro), Adoro il rap milanese, credo che Milano sia la capitale del rap in Italia, lavoro spesso con Mc Phra, Simoncino, Stampo, Dani e Ale Koma, ho fatto diverse basi per loro, spesso e volentieri curo mixaggi e mastering dei loro dischi. É una collaborazione che va avanti piacevolmente, mi piace lavorare con loro.

5) Sempre nella biografia dei Madama, parlate di due progetti distinti,uno con strumentali americani, l'altro con basi techno. A che punto siete con i progetti?
Il progetto su strumentali americane era un progetto “scazzo” che poi abbiamo accantonato, mentre l'altro su basi techno è quello di cui ti ho parlato prima, che poi è uscito sotto Saifam, l'album si chiama proprio: Techno Rap.
Per quanto riguarda Madama siamo fermi da diverso tempo, ma stiamo INIZIANDO proprio questi giorni a mettere su qualche idea per il nostro secondo disco con la Saifam, ora però siamo rimasti solo io e Sincitro, a breve saprete qualche notizia in più....

Un ringraziamento a Dagon dei Madama per quest'intervista.
Grazie a te per lo spazio concesso, e in bocca al lupo per le vostre iniziative...

Intervista a cura di Alessio Amato

sabato 13 agosto 2011

Intervista Esclusiva Gilfo

In occasione del lancio del suo primo video, “Fate sesso non l’amore”, abbiamo intervistato Gilfo , rapper abbastanza noto sulla scena cagliaritana,sia per gli album in coppia con Kire L’Animale,sia per i suoi feat (Rosso e Blu, tanto per citarne uno).
In quest’intervista, Gilfo ci racconta di come ha incominciato e ci fornisce qualche novità su “Flying”, il nuovo mixtape solista in uscita a Settembre.


1) Incominciamo con una domanda per farti conoscere meglio: come ti sei affacciato sul mondo del rap e cosa ti ha spinto ad incominciare a rappare?
Dall'età di 13-14 anni, se ben ricordo, ho iniziato ad ascoltare rap, anzi, più che rap, ho iniziato ad ascoltare Eminem.Conoscevo solo lui come cantante hip hop. Piano piano però, mi sono fatto una mini cultura ed ho incominciato a conoscere tantissimi artisti sia americani, sia italiani e anche sardi.
Ho iniziato a scrivere testi e a registrare canzoni all'età di 18 anni, esattamente ho scritto e registrato la mia prima canzone il 29 agosto del 2009 e da quel giorno non mi sono mai fermato. Ho iniziato grazie a due amici con cui uscivo ogni giorno, che sono Alessandro e Simon.Avevamo creato anche un gruppo, che si chiamava STTL (Sit Tibi Terra Levis)(Sia a te la terra leggera), che era ciò che i latini scrivevano sulle tombe dei defunti, come R.I.P. per gli americani. Il gruppo poi si sciolse per cause di forza maggiore, ognuno ha preso la sua strada, infatti anche loro continuano a cantare tutt'ora.
Ho iniziato a cantare perché volevo dare emozioni alla gente, volevo poter trasmettere qualcosa, mandare un messaggio. Fin da quando ho iniziato mi ha sempre emozionato l'idea di cantare di fronte a milioni di persone, ma per il momento mi accontento delle centinaia che quando salgo su un palco vengono a supportare me e i miei amici.

2) Il 5 Agosto hai pubblicato il secondo singolo,nonché il tuo primo video da solista, "Fate sesso non l'amore", del tuo nuovo album, "Flying".
Perché hai scelto di fare il video di un pezzo "divertente" e non di un pezzo "serio",come Les Nuages, il primo singolo dell'album?
Se devo essere sincero, non ho fatto il video di "Les nuages" perché in quel periodo non avevo la testa per farlo, e non sapevo ancora che avrei iniziato a scrivere "Flying". Solo dopo averla pubblicata ho deciso che quel pezzo sarebbe stato il primo singolo di anteprima del mio nuovo cd, e siccome "Les nuages" era già uscita, ho preferito fare il video di "Fate sesso non l'amore" che non era ancora disponibile su Youtube.
Se mi permetti però, vorrei precisare che io reputo il mio secondo singolo d'anteprima un pezzo serio, semplicemente con dei contenuti abbastanza schietti, e senza giri di parole, non penso sia un pezzo "divertente".

3) Come detto nella domanda precedente,il tuo secondo album,dopo Sunshine Mixtape, uscirà molto presto.
Ci puoi anticipare qualcosa a proposito?
Posso dirti che è un cd abbastanza ricco di emozioni dell'ultimo anno della mia vita, perché nel cd ho messo anche pezzi vecchi che non sono mai usciti. Posso anticiparti che come collaborazioni si potranno trovare Mattasano, Ballo e Blitzdipluto come produttori; gli altri come Ill Quest, Demi e Jamal sono ancora in fase di elaborazione.

4) Hai pubblicato con Kire L’Animale due album, "Bianca Baita" e "Bianca Baita 2 (Quello che ci siamo dimenticati)". Nella nostra intervista, Kire ha detto che i due CD sono basati sull'ironia e sul far divertire gli altri mentre vi divertite.
Tu sei d'accordo con lui?Hai lo stesso concetto a proposito dei tuoi progetti solisti?
Si, sono abbastanza d'accordo con Alberto (Kire), quei due cd sono stati fatti per puro divertimento nostro e poi per far divertire la gente, infatti ci sono solo canzoni "volgari" e "simpatiche".
I miei progetti da solista,però, sono completamente diversi. In Bianca Baita, sia nel primo che nel secondo, il messaggio, se si può definire cosi, è di puro divertimento, in "Sunshine" e,come vedrete, in "Flying", io spero che la gente si rispecchi in ciò che dico, che sentendo una mia canzone possa dire "Cazzo è capitato anche a me quello che ha detto", "Questa canzone dice proprio cose giuste e vere", affermazioni così insomma, messaggi veri, che parlano di vita quotidiana, di emozioni, di sentimenti, di dolore e amore. Diciamo che punto a degli ascoltatori diversi da quelli di Bianca Baita.

5) Ti sei fatto un nome con "Rosso e Blu", pezzo ormai prossimo alle 350 000 visualizzazioni. Intanto,sei l'unico di quel pezzo che non compare nel megafeat della Milano Ovest.
Come mai? Cosa ha apportato alla tua carriera "Rosso e Blu"?
Prima di tutto, penso che il mio nome girasse già prima di "Rosso e Blu", e non penso assolutamente di essermelo fatto con quella canzone. La gente ha seguito tutti i miei cd e tutti i miei singoli che sono usciti prima, anche se non posso negare che sia stato un boom inaspettato che ci ha catapultato tutti quanti ad un livello di fama molto più alto.
Non ho fatto il pezzo di Milano per un semplice motivo:non mi piaceva la base e non ci ho cantato, anche se in quel pezzo ci sono nomi importanti a livello italiano. L'unica cosa che mi ha dato "Rosso e Blu" in più di quello che mi ero già guadagnato prima, è che la gente mi riconosce in strada ora e mi ferma per le foto, e sicuramente ora ho molti più fan che mi seguono e che stanno scoprendo ora le mie canzoni precedenti. Le visualizzazioni non le ho fatte io da solo, ma le abbiamo fatte tutti insieme, e se il pezzo suona è perché ognuno di noi suona e ognuno di noi è apprezzato musicalmente da chi ci ascolta. Se il pezzo lo faceva solo uno di noi, da solista intendo, non avrebbe avuto tutto questo successo.

Grazie a Gilfo per l'intervista esclusiva.
Grazie mille per l'intervista, saluto tutti quanti i miei amici e la mia donna.

Intervista a cura di Alessio Amato



giovedì 11 agosto 2011

Intervista Esclusiva Prosa


Prosa, membro della crew “L’altro me”, nonostante sia attivo da soli tre anni ha già collaborato con esponenti noti della scena sarda ed italiana,da Shout One a Kiquè ai Cor Veleno.
In quest’intervista, Prosa ci parla del suo nuovo singolo, “Tu non sei l’altro me” e ci dà maggiori dettagli sul suo nuovo ep.


1) Pochi giorni fa è uscito il tuo ultimo video, "Tu non sei l'altro me", prodotto da Brawnshugar.
Cosa ti ha ispirato a scegliere questo pezzo come primo video del tuo nuovo ep?
E’ nato tutto in maniera molto spontanea: ero in studio da brawn una sera per berci qualcosa insieme, quando ha tolto fuori una serie di vinili soul degli anni 70 e ha messo su un disco che ci ha colpito! Mentre campionava , io già scrivevo e in poco più di due ore avevamo già il pezzo pronto, registrato e mixato!
Da lì abbiamo deciso di concretizzare con un progetto più solido, appunto "TU NON SEI L'ALTRO ME EP"

2) Hai annunciato che ogni pezzo del tuo ep avrà un video.
Perchè questa scelta inconsueta?
Ogni pezzo che si propone con un video è sempre più ascoltato e viene preso molto più in considerazione di una traccia musicale quindi è un modo per catturare più ascoltatori in modo che arrivi in maniera più concreta quello che ho da dire.
Così, io e Brano abbiamo deciso di impegnarci a fare di ogni traccia un vero significato.

3)Con Shout One e Dj Noe'21 formi i Ground Zero, con cui hai rilasciato di recente l'album "Sangue e Sudore".
Cosa ti ha spinto a collaborare con un rapper di un'altra crew?
Stesso discorso: qualche anno fa scaricai il tape di Shout, riconobbi subito la particolare predisposizione nel rap e la vera attitudine nel nostro mondo, oltre l'innegabile talento. Uscì cosi il pezzo Street Slang: infottatissimi dal pezzo abbiamo tirato su in un anno questo disco, insieme a Kiquè che ha prodotto mezzo album e ci ha ospitato da lui a Bologna per registrare il tutto.

4) Nell'intervista sul nostro sito, Shout One è stato molto critico sulla scena sarda e sulla possibilità di esibirsi dal vivo.
Qual è la tua opinione sulla scena sarda?Condividi il suo pensiero?
Rispetto quello che pensa Shout , c'è da una marea di tempo, fa musica da prima ancora che i nuovi mcs sapessero cosa fosse un 4/4 o una punch line! Allo stesso tempo, io non ho mai avuto nessun problema con nessuno dei "colleghi", anche se è palese l'ipocrisia e la falsità che ci circonda!
Per quanto riguarda i live, bisognerebbe soffermarsi una sera intera per parlare di cosa sia giusto o no, io e Shout abbiamo suonato più volte fuori dall'Italia, abbiamo aperto grossi artisti internazionali e farei i live in Sardegna con la stessa foga se ci fosse un minimo di organizzazione e di fratellanza.
E’ anche vero che è lecito ALMENO un rimborso spese quando si va a suonare.

5) Hai collaborato con rapper noti a livello nazionale, come, tra gli altri, Inoki e Noyz Narcos.
Fare dei featuring con degli esponenti noti del rap italiano ha influito sul tuo modo di rappare?
Ho iniziato ad ascoltare rap italiano gli stessi anni che iniziai a prendere in mano gli spray, ossia inizio millennio!
I primi artisti, i primi cd e cassettine che mi arrivarono tra le mani furono di Joe Cassano, Lord Bean e un tape su cassetta sconosciutissimo di Bassi Maestro!
Credo che, come tutti, chi ascolta rap italiano è maggiormente esposto ad assorbire flow, metriche ecc.
Io rappo da poco più di 3 anni, ma nel primo tape abbiamo fatto un remake di Spignè con i Cor Veleno: da lì, sentire la propria voce affianco a dei pilastri della scena nazionale non può che accrescere il proprio bagaglio personale, e lo stesso discorso vale con Inoki...
In sostanza, entrambi hanno influito a trovare il mio binario, il mio modo di rappare e renderlo pian piano sempre più personale

Un ringraziamento a Prosa per l'intervista.
Grazie a voi !! One Love!

Intervista a cura di Alessio Amato 

 

giovedì 21 luglio 2011

Intervista Esclusiva Rik Boy Rox

Rik Boy Rox è un noto produttore di Cagliari, che ha curato il beat,tra gli altri, di “Pelleossa”, il primo singolo dell’album omonimo di Vacca.
In quest’intervista esclusiva rilasciata a Hip Hop Sardo, ci parla di come è nato il pezzo e ci anticipa novità sul suo primo album solista.


1) Partiamo dal pezzo più recente che hai prodotto, dal titolo "Ommioddio", con featuring dei Green Peeps, per la compilation Area di Contagio X.
Come ci si sente a fare parte di un album in cui rappano alcuni tra i più grandi artisti sardi (Vacca) ed italiani (Bassi Maestro)?
E' sempre una soddisfazione prendere parte a dei progetti di livello anche a prescindere dai grandi nomi... credo che l'importante sia la qualità del risultato di ogni lavoro realizzato con artisti di talento, anche senza nome!

2) Hai guadagnato la ribalta nazionale per aver prodotto l'ultimo singolo di Vacca "Pelleossa".
Come è nata la collaborazione tra te e lui?
Io e Ale siamo amici da un paio d'anni, le collaborazioni sono nate spontaneamente sin dall'inizio e nonostante le rispettive evoluzioni artistiche di entrambi siamo sempre contenti dei risultati.
Per quanto riguarda PELLEOSSA (l’album) in particolare la storia non è diversa: Ale mi parlò del progetto già a gennaio, e nei mesi successivi ha cominciato a prendere forma. La titletrack PELLEOSSA è nata casualmente, Ale era particolarmente impegnato su quel pezzo, ne stavamo parlando al telefono ma siamo stati interrotti, così ho prodotto la bozza in 10 minuti, tra una chiamata e l'altra.. e quando l'ho richiamato e gliel'ho fatta sentire, l'ha scelta subito ed è nato il pezzo che ora conoscete.

3)Tra le tue influenze citi l’ hip hop, il rock,l’electro funk,la musica etnica e quella classica.
Quale contribuisce di più ai beat che fai?
E' una bella domanda!! Non è facile stabilire la misura delle influenze esterne, musicali e non, che condizionano il processo di creazione. Dipende dall'atmosfera e dal peso che si vuole dare al pezzo tanto quanto dal proprio stato d'animo.
Penso che alla fine tutto confluisca nella stessa idea al momento della sua realizzazione ma allo stesso tempo è una cosa del tutto soggettiva. Quando ho un'idea non realizzo quasi mai da dove arriva, non ci medito e non prendo una decisione ma agisco d'istinto lasciandomi trasportare dall'idea. Altri invece calcolano tutto e sono più metodici nella scelta di suoni e note. Direi che ognuno è un caso a sè...o quasi.

4) Ho notato che finora hai prodotto solo pezzi di artisti sardi (Bravopie,Cool Caddish,Green Peeps,Vacca).
E' una coincidenza o una casualità che tu non abbia prodotto pezzi per artisti della penisola?
Purissima coincidenza! Non ho pregiudizi sulla provenienza, io mi muovo poco da Cagliari e non si è mai presentata l'occasione di collaborare con artisti non sardi! Posso anticipare che ci sono lavori in corso con diversi artisti della penisola di cui ancora non rivelo i nomi!

5) Tutti i tuoi pezzi che sono usciti finora sono per conto degli album di altri artisti.
In futuro ci sarà un tuo singolo, o addirittura un tuo disco?
Da tempo ho in mente l'idea di fare un album solo mio ma il poco tempo e i tanti impegni non la rendono cosa facile! Spero di riuscirci e di lasciare almeno un lavoro ufficiale col mio nome sopra!
Qualcosa di simile comunque succederà in quanto molto presto vedrà la luce ufficialmente il team di produzione formato da me e PK, seguito da alcuni singoli gratuiti sul web che anticiperanno l'album ufficiale vero e proprio.

Ringraziamo Rik Boy Rox per l'intervista concessaci.
Vi ringrazio a mia volta per l'interessamento e la professionalità!


mercoledì 20 luglio 2011

Intervista Esclusiva Creso & Kavo di Showoff

SHOWOFF, trasmissione radio interamente dedicata all’hip hop, trasmessa su Radio MPC, è condotta da Creso e Kavo, membri della QGS, crew cagliaritana.
In quest’intervista, i due conduttori ci spiegano il meccanismo democratico della loro trasmissione e ci annunciano novità legate sia a SHOWOFF, sia alla QGS.


1) Una domanda per farvi conoscere: chi siete, e come è nata l'idea del programma? 
Un saluto a Hip Hop Sardo, noi siamo Gianlu (Kavo) e Richi (Creso) e insieme ogni giovedì, conduciamo un programma radiofonico che si chiama "SHOWOFF" che promuove l'hip hop nostrano insieme a tanta musica americana ed europea. L'idea nasce in parallelo a RADIO MPC, una neo-nata web-radio, che stiamo portando avanti al fine di creare un canale di comunicazione che sia quasi gestito dai loro stessi ascoltatori. Il nome SHOWOFF nasce da un termine già conosciuto fra le radio americane, poichè è il canale radio con cui Termanology promuove per lo più rap americano underground in cerca di nuovi talenti, un po’ come il fine del nostro programma. 

2) Nella vostra trasmissione compaiono pezzi sardi,italiani e anche americani.
Con che criteri scegliete le canzoni che vengono trasmesse?
Noi invitiamo tutti gli artisti e i gruppi a inserire i propri brani nella bacheca del gruppo, che trovate cercando su facebook "RADIOMPC", e se ricevono consensi e meritano artisticamente, finiranno su SHOWOFF di giovedì. Questo non vuole dire che chi non sia un artista o non faccia parte di un gruppo non possa richiedere il brano di un amico, e allo stesso tempo ci farebbe piacere che vengano proposti anche brani americani. Infine, noi dello staff abbiamo pensato a fine puntata di riproporre un viaggio nelle radici e nella cultura dell'hip hop italiano, ecco perchè dalla prima puntata abbiamo sempre messo dei pionieri del genere. 

3) In alcune interviste già pubblicate sul nostro sito, gli artisti ci hanno confessato che la scena sarda manca di professionalità.
Voi cosa ne pensate della situazione attuale della scena sarda?
Dal nostro punto di vista, il problema della scena sarda, è che un artista che intende iniziare una carriera come mc, produttore o dj, inizia il proprio percorso dalla propria cameretta con poche basi home-studio. Il modo per comunicare il messaggio all'esterno, porta l'artista sardo quasi sempre a improvvisarsi più come organizzatore di eventi per conto del gestore del locale, invece che doversi concentrare sul messaggio e sul impegno e la passione sul palco. Ancora più difficile è lanciare il proprio messaggio oltremare, quindi l'artista sardo si tiene molto stretto i propri agganci nell'ambiente musicale. Tutta questa cornice non giova di certo sul quadro generale della scena in Sardegna, ma comunque abbiamo visto che ultimamente molte idee creative stanno uscendo fuori. Meno male.
4) Fate parte, assieme a Skema, del gruppo QGS.
Sono previste canzoni nuove del vostro gruppo?
Si, abbiamo chiuso i lavori dell'album nuovo che si chiamerà "IN 2", come ogni nostro album sarà interamente prodotto, e ci saranno numerose collaborazioni sia della scena sarda che nazionale. Sarà un album molto pieno e vario, sia come numero di canzoni, che come stili. Inoltre, al suo interno abbiamo deciso di inserire anche alcuni remix. Stiamo realizzando, in questi giorni, il video di una canzone estratta dall'album con cui intendiamo promuovere il cd. Promettiamo un buon lavoro.
5) Un'ultima domanda per essere aggiornati su quello che fate: ci saranno delle novità a breve legate a Show Off? 
Certamente, sta per partire un concorso dedicato a tutti gli mcs, dove metteremo a disposizione 3 basi e 3 possibili argomenti. Le canzoni vincitrici saranno inserite nella prima raccolta di "SHOWOFF" con tutti i migliori artisti che sono stati passati sino ad ora in puntata, proprio come inediti. A brevissimo uscirà l'evento e la scadenza del termine di consegna dei lavori. Partecipate numerosi !
Un ringraziamento a Creso e Kavo per l'intervista e per il contributo alla scena sarda.

martedì 12 luglio 2011

Intervista Esclusiva Speedy the Dog

Speedy the Dog,rapper di Portoscuso (CI),è sulla scena ormai da quasi dieci anni.
In quest’intervista, Speedy ci dice la sua sulla scena e fornisce dettagli sul suo primo disco, “Black Dog”, prossimamente in uscita.


 
1) Partiamo con una domanda di rito per i rapper emergenti: perché hai deciso di rappare, e come hai cominciato?
Prima di tutto ciao a tutti e grazie per quest’intervista! La decisione di iniziare a rappare è nata per tre motivi: per pura passione, per trasmettere qualcosa alla gente che mi ascolta, come penso la maggior parte di tutti i rapper, e sopratutto per far sapere agli altri lo stile di vita che conduciamo qui, tra pregi e disagi di questa bellissima terra.
Il mio rap nasce nel 2002 con le prime registrazioni: per arrivare dove sono adesso ci è voluto molto tempo e molta strada ma la passione per tutto questo ha fatto si che neanche me ne accorgessi! Da lì son nati tutti gli altri lavori come il primo, dal titolo "mare nostrum", che tratta tematiche della Sardegna, dove se ne parla nel bene e nel male senza vantare il posto né disprezzarlo ma basandoci solo sulla realtà delle cose. In seguito, sono usciti per la Urtogang il disco volante 1 e 2, dove sono presente, anche se ora come ora ho le mie idee soliste, raccolte in “Blackdog”, il mio primo disco, che sono molto lontane da certi cliché musicali, e che spero, per il momento, di continuare a mantenere.

2) Un'altra domanda per far capire meglio te e il tuo rap ai lettori: a chi ti ispiri per la tua musica?
Bella domanda! Secondo me, un rapper cresce e trae le sue ispirazioni da quello che ascolta: io ho iniziato con J-Ax, Neffa e i La Fossa, anche perché sono stati i primi dischi che ho avuto, poi ho iniziato ad ascoltare anche Kaos,Jack the Smoker,Dj Gruff e il grande Fibra quando ancora navigava nell’underground, e questi sono solo i miei preferiti, anche se ce ne sono tanti altri. Comunque sia, quello che mi è sempre stato detto è che mi ispiro a Kaos e i La Fossa anche se, secondo me, c’è qualcos’altro di mezzo .

3)Recentemente è uscito il tuo primo video ufficiale,quello di "Tutto Me Stesso".
Come è nata l'idea per la canzone?
L’idea è nata dal semplice fatto che comunque vadano le cose io son sempre me stesso, nel bene e nel male !!! Il pezzo parla di me e, in questo caso, della mia vita: cito i miei sacrifici per continuare ad andare avanti e cerco di far capire alle persone che a volte nella vita si soffre ,si superano della cose difficili ,a volte si sta male ma l importante è sempre andare avanti! In questo senso, è un po’ come la mia carriera musicale, visto che ero un anno e mezzo fermo senza possibilità di registrare. Il video,per me, è stato inneggiare al mio ritorno anche perché prima di questo video era tutto nero .

4) La maggior parte dei commenti su Youtube a proposito del video riguardano le macchine lussuose presenti del video.
Non temi di perdere credibilità e di apparire come un'imitazione dei rapper americani?
L’idea è nata dal semplice fatto di creare e girare qualcosa di unico e non classico in Sardegna. Tutto,in effetti, è stato organizzato per pura soddisfazione personale, dalle macchine alla piscina del’hotel.
A proposito, ringrazio l’hotel, assieme a tutte le persone che mi vogliono bene, in primis mio figlio, poi Grai One, Masterbleef,Franaman, la mia ragazza e infine tutti quelli che mi son stati vicino per realizzare tutto questo !!!
Comunque no, non penso di perdere credibilità, credo di essermela guadagnata, anche perché adesso, da solo, posso dimostrare a tutti di cosa son capace e nessuno riuscirà a mettermi i bastoni tra le ruote, tutti i miei progetti verranno alla luce nel bene e nel male !!
A proposito dei commenti, c’è chi si e attaccato ai moscerini della limo, chi ai soldi per le macchine ecc… io sono un semplice operaio con paga sindacale, non ci vogliono poi così tanti soldi per realizzare una cosa del genere, più che altro ci vuole voglia di fare le cose!!! Molti commenti, a mio parere, son di pura gelosia, come tutti i non mi piace che ci sono, e dirò di più: secondo me, è per colpa di sta gente che l’hip hop in Sardegna non va avanti !!! Ogni volta che esce qualcosa di nuovo c’é sempre qualche persona che cerca di rovinare tutto: alla fine, secondo me, non sono ascoltatori, sono rapper che buttano storiacce sul lavoro degli altri. Comunque voglio dire solo un’ultima cosa a chi scrive tutti questi commenti: sbagliate a pensare che non farò più cose del genere anzi, continuerò a farne e molto più spesso quindi vi dico di mettervi l’anima in pace!

5) E' prevista a breve l'uscita del tuo primo disco "Black Dog".
Ci puoi anticipare qualcosa a livello di canzoni e di collaborazioni?
Non vedevo l ora di darvi qualche accenno !!!
Il disco è di 16 tracce e ci saranno varie collaborazioni all’interno tra cui una con un rapper emergente americano , di cui però non vi faccio ancora il nome.
Tra gli altri ci saranno Kayk, la mia spalla ai live,una bravissima persona e un grande amico presente nel singolo già uscito , Sflescio ,a mio parere una bomba, il mio fratellone Grai One, che sarà presente con Dj Kame in “Infamous”, e i miei due nuovi grandi amici Masterbleff e Spondaman con cui mi ci trovo benissimo a fare musica in allegria.
Il disco racchiude molti cliché,secondo me, in quanto ci saranno pezzi tristi, soft e hardcore. Un pezzo in particolare che vi consiglio è "magica", che parla di musica ma come se fosse la mia ragazza, dandogli tutte le mie attenzioni. Inutile dirvi il mio parere sul disco,spero con tutto il cuore che vi piaccia, anche se intanto due pezzi li avete già ascoltati e adesso vi lascio immaginare!

Un ringraziamento a Speedy The Dog per quest’intervista esclusiva.
A presto e grazie tantissimo per l intervista!

Intervista a cura di Alessio Amato

sabato 9 luglio 2011

Intervista Esclusiva Infa

Infa, mc di Monserrato (CA), è stato un membro dello storico gruppo rap “La Kasbah”.
In quest’intervista,ci parla del suo ultimo album, "Psychodeath EP (7 keys to unlock the mind)", e ci spiega il suo particolare modo di intendere e fare musica.


1) Recentemente è uscito il tuo secondo lavoro da solista, "Psychodeath EP (7 keys to unlock the mind)".
Cosa ti ha ispirato a creare questo concept album?
Ciao a tutti! Principalmente la necessità di tornare con qualcosa di esclusivamente mio, troppo tempo è trascorso. Altri titoli intanto uscirono, come l’ispido Numero Zero (cui molto devo a Cizin, artefice del progetto). Tuttavia è solo “abbaiando” in solitaria che ho sempre trovato massima espressione. Va comunque precisato, con mio grande rammarico, che il discorso La Kasbah può oggi definirsi concluso.
A livello concettuale, spirituale, Psychodeath è sicuramente attraversato da un’indefinibile linea di morte. Condizione che in qualche modo riflette un mio canonico stato di rassegnazione morale. In realtà l’elemento spiazzante è stavolta la capacità con cui si è forse imparato a sorridere di questo. Ricorrenti sono infatti l’ironia, il non-sense, il clownesco. Ricorrenti le sonorità spaziali, le interferenze. Ricorrente è il numero sette. Senza dimenticare le incalcolabili citazioni cinematografiche, oltre che astronomiche. Fortemente enigmatico, l’incipit del disco verte su di una sorta di “Trilogia della certezza” (da me spudoratamente idealizzata) secondo cui Tutto può cambiare- Tutto finisce- Tutto ricomincia. Trilogia rispettivamente analizzata nei primi tre brani dell’album. L’eclissi in copertina sta proprio ad indicare quel periodo buio che tutti attraversiamo, consapevoli che in fondo sarà solo questione di tempo. E che una nuova luce sta certamente per tornare a splendere. È un disco di solitudine, perdizione. Ma anche di speranza. Sentimento probabilmente da coltivare altrove.

2) L'ultima traccia dell'album, "Fuori dal mondo", dura ben 12 minuti, una durata inusuale per un brano rap.
La domanda viene spontanea: come mai creare un pezzo così lungo?
Giustissima osservazione. Premesso che la traccia (quella effettiva) termina intorno al quinto minuto, ciò che successivamente accade è solo un mio MALATISSIMO infinito salto al di là del più lontano angolo d’universo attualmente conosciuto (Abell 1835 IR 1916). Metaforicamente parlando si tratta in realtà di un’indagine al di là di noi stessi, oltre ogni nostra conoscenza, ogni nostro limite di pensiero. Ovvero ciò che è ignoto non deve spaventarci, tantomeno distoglierci dal guardare avanti. Fuori dal mondo insomma, laddòve magari trovare le risposte che qua non abbiamo.
A livello musicale poi DETESTO le scontatezze. Adoro impreziosire il più possibile (effettistica, irruzioni sonore, interludi cinematografici), stupire l’ascoltatore. E adoro i silenzi. Un disco può venir raccontato anche attraverso quelli. Dodici minuti (di cui 7 finali) come atto conclusivo di un vero e proprio viaggio ai confini dello spazio.

3) Nella front cover dell'album compare la seguente frase, detta da Tolomeo: "Benché sia mortale, e sappia di essere nato per un giorno soltanto, quando seguo per mio diletto la fitta moltitudine delle stelle i miei occhi raggiungono l'infinito".
Cosa significa per te quella frase, e perché l'hai messa proprio in copertina?
Trovai quel virgolettato in un libro sull’universo ricevuto da bambino. Diciamo che, quale inguaribile Pesci, romantico sognante ALLUVIONATO che sono, a me l’universo ha sempre affascinato. Spesso sento il bisogno di fuggire da tutto, ritrovarmi da solo in piena notte fuori città a fissar le stelle. È in quei momenti che riesco a far chiarezza, a ristabilire un contatto con me stesso. Estraniarmi da quella piatta monotonia terrestre. E benchè mortali, benchè confinati fra il primo e l’ultimo dei nostri giorni, ciò che almeno da quaggiù ci è concesso è appena uno sguardo sull’infinito. Tutti noi poi abbiamo una possibilità, unitamente ad un obiettivo. Non importa quanto esso sia distante. Conta sapere che in realtà almeno un punto d’arrivo esiste. Perché limitarsi a ciò che ci è più vicino? (“Perché inseguire il Sole quando puoi avere Antares?”).
Quella frase ho voluto isolarla da tutto il resto, come chi è solo davanti all’immensità dell’universo. Come il silenzio dell’infinito che ci avvolge.

4) "Chronicles (Bang Back)" è il tuo primo video, nonostante tu rappi dal lontano 1998.
Che cosa ti ha portato a fare questo passo in avanti, dopo così tanto tempo?
Ahah! Semplice, sequestro di persona! Scherzi a parte, mia gravissima debolezza è stata quella di non aver creduto abbastanza nello strumento mediatico “Internet”. Recentissimi sono il mio canale YouTube, il mio profilo Facebook. Vero è che il video è oggi ultima nuova frontiera dell’autoproduzione, tassello immancabile a fini promozionali. Sicuramente già qualche anno fa avrei potuto pensarci, tuttavia sono contento che il primo sia stato una traccia come Chronicles (idea venuta solo all’ultimo). Nel video ho voluto divertirmi (e divertire), prendermi non troppo sul serio, sorridere a chi mi guarda. Io sto con tutti, scherzo con tutti. E questo ho voluto implicitamente trasmettere. Cose del genere non faranno mai male. Specie da queste parti, qui dove l’astio, l’invidia, l’insulto gratuito sono all’ordine del giorno. Insomma, tutti a gara a chi ce l’ha più lungo. Nostra piaga è la diffidenza in fondo. Difensivismo tradotto in arroganza. A me non serve fare il bullo che non sono. Come diceva qualcuno, “Non abbiate paura..”.

5) Nel video compare chiaramente un cartello con la pubblicità di Hip Hop Zone.
Come mai? Che effetto ti fa sapere che presto il portale di Hip Hop Zone riaprirà entro questo mese?
Io credo che MAX LELLI (e chi non lo conosce provveda) sia una delle persone più buone, vere e leali che io in quest’ambiente abbia mai conosciuto. Parto da questo. Per me che Hip Hop Zone è prima di tutto il frutto di una sua passione, che con noi ha voluto condividere. Qualcuno questo l’ha forse dimenticato. Io che son cresciuto con quella trasmissione, io che quelle puntate le registravo (e che spesso riascolto), io che nelle sue parole vedevo l’importanza, il valore, la storia del rap americano nella sua vastità, ricordarlo nel video mi sembrava doveroso. Seconda strofa parlo proprio di quegli anni, quando con quei nastri creavamo mixtape, da ascoltarci magari bivaccando su qualche panchina a Vodka e Tarallucci. Dalle auto sentivi uscire The real Slim Shady. Dalla nostra radio sentivi uscire Today’s Math.
L’idea che almeno il sito stia per riaprire mi esalta, non aspetto altro. Sentir tornare Max in radio sarebbe un sogno. Niente è impossibile. D’altronde, anche la Luna non è poi così lontana.

Grazie ad Infa per quest'intervista rilasciata in esclusiva.
Ringrazio voi, ringrazio chi a leggere questo ha dedicato un minuto del suo tempo, ringrazio chi ancora oggi ascolta la mia musica. Love U all.

Intervista a cura di Alessio Amato

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